Il sistema italiano: estremamente semplificando

Con il referendum popolare del 10 giugno 1946, gli italiani scelsero la Repubblica e così nacque la Carta Costituzionale (1 gennaio 1948).

Lo stato costituisce un organizzazione politica e giuridica della vita sociale. Lo stato è retto da un governo (espressione della volontà del popolo e quindi rappresentativa – parlamentare).

L’attività dello stato è distinta in Potere Legislativo, Potere Esecutivo, Potere Giurisdizionale.

Organi Costituzionali: Corpo elettorale, Parlamento, Presidente della Repubblica, Governo (Consiglio dei Ministri Presidente del Consiglio, Ministri), Corte Costituzionale.

La corte Costituzionale, in virtù dell’art. 134 della Costituzione, giudica:

  • sulla legittima costituzionale delle Leggi, degli atti dello Stato e delle Regioni aventi forza di legge;
  • sui conflitti di attribuzione tra i poteri dello Stato e su quelli tra lo Stato e le Regioni nonché tra le Regioni;
  • sulle accuse promosse contro il Presidente della Repubblica.
  • sull’ammissibilità delle richieste dei referendum abrogativi.

Per avere un giudizio sulla legittimità da parte della Corte il cittadino, non avendo accesso diretto, può sollevare la questione sulla legittimità costituzionale di una norma o legge soltanto nell’ambito di un processo. il Giudice, innanzi al quale è incardinato, se la ritiene non manifestamente infondata, può rimettere la questione alla Corte. Chiamasi questo accesso in via incidentale o in via di eccezione. L’altro modo, ed in via diretta questa volta, e concesso allo Stato ed alle Regioni.

Al Ministero della Giustizia spettano essenzialmente l’organizzazione ed il funzionamento dei servizi relativi alla giustizia. il potere ispettivo è di scarsa rilevanza.

La funzione giurisdizionale (magistrati nell’esercizio delle loro funzioni) espletata secondo il diritto, dichiara il contenuto delle norme giuridiche onde applicarle ai rapporti cui si riferiscono ed è svolta da appositi organi – giudici – in nome del popolo italiano ed in totale autonomia.

L’ufficio del pubblico Ministero veglia sull’osservanza delle leggi ed esercita l’azione penale.

La magistratura che – ex art.10 della Costituzione – costituisce un ordine autonomo ed indipendente da ogni altro potere – si autogoverna al fine di sottrarsi ad ogni ingerenza del potere esecutivo.

Tanto si realizza con il Consiglio Superiore della Magistratura (C.S.M.) che provvede alle assunzioni, ai trasferimenti, ai promessi, ai congedi, alle promozioni, ai provvedimenti disciplinari. Al governo, su alcune materie, il Consiglio esprime pareri, non vincolanti.

Con il Governo Berlusconi – 2001/2006 – ministro della giustizia Castelli – si è avuta una massiccia riforma dell’ordinamento giudiziario del tutto non gradita all’Associazione Nazionale Magistrati.

Con l’avvento del Governo Prodi- 2006/2008 – Ministro della giustizia Mastella – Sottosegretario Luigi Scotti, Magistrato di alto grado, c’è stata una totale rivisitazione della Riforma “ Castelli”.

Questa, però, gradita all’ANM di cui sono stati recepiti i suggerimenti.

Epperò nè Castelli nè Mastella hanno provveduto a redigere un testo integrato e coordinato. Infatti è stato operato un diabolico “cuci/scuci” e questo prevalentemente dalla riforma Mastella. Il che rende estremamente difficoltosa la conoscenza dell’intera normativa voluta a tutela – si dice – dell’indipendenza ed irresponsabilità dei Magistrati.

L’onda irresistibile del disvalore che attraverso l’Italia (ma anche buona parte del mondo) non può non lambire anche l’Azienda Giustizia. Fortunatamente, per quel che concerne i magistrati, solo una minima parte utilizza il proprio potere per vendersi: per danaro, per ideologia, per partigianeria e per la libido del potere. insomma devia, disonorando la toga. Conseguentemente si è parlato di “porto delle nebbie” alludendo ad un Tribunale del Lazio, di comitati di affari, alludendo a taluni magistrati di alto e medio grado, dei Tribunali di Catanzaro, Potenza, Reggio Calabria. Lungo è, purtroppo, l’elenco di magistrati corrotti.

In punto di fatto ed a prescindere dalle motivazioni, a partire – nostra opinione – dal 1968 la magistratura inquirente e giudicante ha svolto, e svolge, un ruolo sempre più rilevante e determinante nello Stato Italiano. Sempre più spesso, L’Associazione Nazionale Magistrati – ANM – e singoli Magistrati, di medio ed alto grado, esternatori a tempo pieno, intervengono in dibattiti politici, nei salotti televisivi e sulle pagine stampate, comunicando, con dura fermezza, i propri suggerimenti. A volte, se questi ultimi disattesi, anche ipotesi di giornate di astensione (sciopero).

A partire dagli anni ottanta i magistrati Ordinari, Amministrativi, Tributari, Contabili, Militari, hanno costituito associazioni private politicamente connotate. Le associazioni dei magistrati ordinari – ormai veri e propri sindacati – determinano la composizione del Consiglio Superiore della magistratura e, quindi, ne indirizzano l’attività. La più importante in assoluto, è L’Associazione Nazionale Magistrati, composta dall’ottanta per cento dei Magistrati Ordinari di diverse colorazioni politiche, raggruppati in “correnti”.

Ho avuto la ventura, privilegio, forse, di conoscere “la macchina” della giustizia, come suo utente, prima di professare la nobile “Arte” dell’avvocatura. La considero, quasi, una patente. Di quelle difficili a conseguirsi.

E così, dopo tanti anni di professione forense svolta sul campo, (qui parla il presidente dell’Associazione Camera di Giustizia che l’ha pensata e fondata) ho voluto vedere da vicino. Per meglio capire. e per farlo ho dovuto integrare e coordinare gli interventi riformatori di Castelli con le precedenti normative succedutesi negli anni, e, contemporaneamente, innestare – gli interventi di Mastella.

La tecnica è stata quella dello scuci/cuci. Questo è il lavoro fatto (nostro sito: www.cameradigiustizia.com) ed articolato in modo che tutti possano capire. Naturalmente quelli che lo vogliono.